lunedì 11 maggio 2020

Il mio primo approccio alla diversità

La mia esperienza legata alla diversità che ha influenzato la mia personalità, risale alla mia infanzia, in particolare ai tempi della scuola primaria, erano i primi anni ottanta. Io ero una bambina paffutella e quindi presa un po' di mira dai miei compagni, ma fin qui la situazione era sotto controllo perchè venivano derisi un po' tutti i bambini: quelli con gli occhiali, quelli con i capelli rossi, quelli troppo magri, quelli troppo alti o quelli troppo bassi, insomma bastava avere quel qualcosa che ti portava ad essere diverso dalla "normalità" per essere deriso, ma era in verità un tutti contro tutti, non si creavano alleanze. Alla fine nessuno escludeva nessuno e si giocava tutti insieme. Ricordo che in classe c'era un bambino con problemi di udito e non parlava molto bene ma non veniva deriso di più di quello che magari prendeva un brutto voto, anzi era ben inserito nella classe. Ecco in questo senso credo non si potesse parlare di bullismo.


Ma io oltre ad essere paffutella avevo anche due strani codini che spuntavano sopra la mia testa, che ogni mattina la mamma si guardava bene di farmi. Ecco proprio questi strani codini "rifiniti" poi con forcine colorate erano diventate motivo di scherno da parte della maestra. Sì avete letto bene, ora era la maestra che mi chiamava "albero di natale" per come ero pettinata.


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